Il diario di Clerici Home · Cultura

Vittorio
Sereni.Il lago diventa
poesia.

Il Porto Vecchio, il Caffè Clerici, le strade dell’infanzia. Un viaggio nella Luino che continua a vivere tra le pagine.

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Il Porto Vecchio di Luino, con le barche e gli edifici affacciati sul lago
IL PORTO VECCHIO · LUINO, LAGO MAGGIORE

Ci sono luoghi che continuiamo a portare con noi,
anche quando la vita ci conduce altrove.
Per Vittorio Sereni, quel luogo era Luino.

UN POETA · UN CAFFÈ · UN PAESAGGIO DA RISCOPRIRE
01 / LE ORIGINI

Prima delle poesie,
un bambino di Luino.

Vittorio Sereni nasce a Luino il 27 luglio 1913. Il padre Enrico è funzionario di dogana; la madre Maria Michelina Colombi appartiene a una famiglia luinese. I primi undici anni trascorrono qui, tra il lago e il paese destinati a restare nella sua memoria.

Nel 1924 la famiglia si trasferisce a Brescia per gli studi di Vittorio. Il rapporto con Luino continua nelle estati, in compagnia di amici e villeggianti. Nel 1932 arriva il trasferimento a Milano, dove frequenterà l’università e incontrerà un ambiente culturale decisivo per la propria formazione.

Le partenze aprono nuovi orizzonti, mentre il paesaggio dell’infanzia continua ad accompagnarlo. Il lago e la vicinanza della Svizzera entreranno nella sua scrittura, soprattutto nella prima raccolta, Frontiera.

Fonte: Archivio Vittorio Sereni · Vita ↗

02 / IL CAFFÈ E IL PORTO

Davanti al Clerici,
una scena d’infanzia.

Piero Chiara ci ha lasciato un ricordo particolarmente vivido. Descrive Sereni bambino, educato e composto, mentre passeggia con la madre e guarda gli altri ragazzi giocare intorno al porticciolo, davanti al Caffè Clerici e nei vicoli vicini.

I due, nati nello stesso anno, appartenevano a gruppi diversi. Chiara precisa che non erano stati compagni di banco alle elementari: Sereni aveva studiato privatamente nei primi anni. Condividevano però un piccolo mondo di strade e incontri, che entrambi avrebbero portato nella letteratura.

Prima dei libri e della notorietà, ci sono due bambini, il porto e la vita quotidiana di un paese sul lago.

Il Caffè Clerici riappare anche nella memoria culturale della città adulta. Il portale ufficiale del turismo lombardo lo ricorda come ambiente frequentato da Piero Chiara e Vittorio Sereni.

Fermarsi oggi sotto il portico offre l’occasione per guardare questi luoghi con una storia in più. La piazza incontra il porto; alle spalle, le vie risalgono il centro storico. Un caffè può diventare l’inizio di una passeggiata letteraria.

Fonti: Piero Chiara, testimonianza ripresa in Terra e gente, 2023, p. 178 ↗ · inLOMBARDIA ↗

03 / IL PAESAGGIO NELLA SCRITTURA

Frontiera.
Una geografia interiore.

Pubblicata nel 1941, Frontiera richiama fin dal titolo il confine italo-svizzero vicino a Luino. Quel limite geografico raccoglie anche la tensione verso l’Europa, il passaggio dalla giovinezza alla maturità e l’inquietudine degli anni che precedono la guerra.

Nei titoli Inverno a Luino, Strada di Zenna e Strada di Creva, la geografia rimane riconoscibile. I luoghi partecipano all’esperienza del poeta, legandosi a sensazioni e stati d’animo.

Per il viaggiatore, questa lettura suggerisce un invito: osservare come un paesaggio possa cambiare insieme a chi lo guarda. Una strada percorsa al mattino e ritrovata la sera può suscitare impressioni diverse. Un libro aggiunge parole a quelle impressioni.

Fonte: Archivio Vittorio Sereni · Frontiera ↗

04 / DUE VOCI DELLA STESSA CITTÀ

Sereni e Chiara.
L’amicizia che diventa letteratura.

Il talento di Piero Chiara era conosciuto dagli amici anche attraverso le storie raccontate a voce. Sereni lo incoraggiò a metterle per iscritto e si interessò alla pubblicazione di alcune pagine sulla rivista Il Caffè di Giambattista Vicari nel 1959.

Nel marzo 1962 uscì da Mondadori Il piatto piange, accolto con grande successo. La biografia pubblicata dal Premio Chiara ricorda il ruolo di Sereni in questo passaggio decisivo.

Leggere i due autori durante un soggiorno a Luino permette di accostare prospettive diverse. Le storie di Chiara invitano a incontrare personaggi e vicende di paese. Sereni porta lo sguardo sul rapporto tra paesaggio, memoria ed esperienza interiore.

La passeggiata può continuare da una pagina all’altra: lo stesso porto, nuove associazioni, un dettaglio che prima era sfuggito.

Fonte: Premio Chiara · La vita di Piero Chiara ↗

05 / LE PARTENZE E I RITORNI

Una vita attraversata
dal Novecento.

Durante la guerra, Sereni viene fatto prigioniero dagli Alleati in Sicilia e trasferito in Nord Africa. Torna in Italia nel luglio 1945. Quella lontananza e la lunga attesa trovano espressione in Diario d’Algeria, pubblicato nel 1947.

Nel dopoguerra insegna a Milano. Nel 1952 entra alla Pirelli, poi passa alla Mondadori nel 1958. Il lavoro editoriale lo mette in relazione con scrittori, collaboratori e giovani autori. Nel 1965 pubblica Gli strumenti umani.

1913Nasce a Luino
1941Frontiera
1947Diario d’Algeria
1965Gli strumenti umani

Conoscere queste esperienze dà profondità al rapporto con il paese d’origine. Il lago dell’infanzia accompagna una vita segnata dalla storia e dall’incontro con mondi diversi.

Fonti: Archivio Vittorio Sereni · Vita ↗ · Gli anni della guerra e del lavoro editoriale ↗

06 / PALAZZO VERBANIA

Una terrazza sull’acqua.
Un archivio di incontri.

Palazzo Verbania conserva un legame preciso con il poeta: alla sua terrazza sul lago è associata la lirica Terrazza. L’arrivo della sera apre una scena attraversata dall’attesa e dalla presenza di una torpediniera.

Oggi lo stesso edificio custodisce gli archivi di Vittorio Sereni e Piero Chiara. Manoscritti, lettere e documenti permettono di avvicinarsi al loro lavoro. La biblioteca privata di Sereni e parte dell’arredamento del suo studio restituiscono anche una dimensione quotidiana alla figura dell’autore.

Chi desidera consultare i documenti può contattare l’archivio all’indirizzo archivio.sereni@comune.luino.va.it, secondo le modalità indicate dal Comune.

Fonte: Comune di Luino · Archivi Sereni e Chiara ↗

«Improvvisa ci coglie la sera.»
Vittorio Sereni · Terrazza
Un itinerario di lettura e scoperta

Quattro soste.
Il tempo di guardare Luino.

Una passeggiata proposta da Clerici Home, da percorrere liberamente alternando incontri, lettura e paesaggio.

01

Il Caffè Clerici

Comincia dal portico e dal ricordo di Sereni bambino. Fermati tra la piazza e il porto, dove la storia incontra la vita di oggi.

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02

Il borgo antico

Prosegui verso via Cavallotti. Segui le strade che risalgono il centro e osserva il passaggio dagli spazi raccolti all’apertura del lago.

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03

Il lungolago

Ritorna all’acqua e scegli una sosta per leggere. Bastano poche pagine per aggiungere un ricordo personale alla passeggiata.

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04

Palazzo Verbania

Raggiungi il luogo legato a Terrazza. Per consultare gli archivi dei due autori, contatta prima il Comune.

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Clerici Home · Luino letteraria

Un luogo da abitare.
Una storia da portare con sé.

Il racconto di Clerici Home incontra la memoria del Caffè Clerici e del porto. Una mattina può cominciare con un caffè; un pomeriggio può trovare spazio per Palazzo Verbania. La sera, qualche pagina di Sereni può riportare alla mente un dettaglio osservato durante il giorno.

È il nostro invito a vivere Luino anche attraverso le parole di chi l’ha portata nella letteratura.

Fonti e approfondimenti
I luoghi e la precisione del racconto

Il rapporto documentato riguarda Sereni, il Caffè Clerici e l’area del porto. Le fonti consultate non attestano una sua residenza o soggiorni negli appartamenti di Palazzo Clerici. La terrazza associata alla poesia Terrazza è quella di Palazzo Verbania, sede degli archivi.

Crediti fotografici

Fotografia di Palazzo Clerici e del Porto Vecchio fornita dal gestore di Clerici Home.

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